Un cavallo gigante progettato da Leonardo, pronto a diventare il più grande del Rinascimento… eppure non vide mai il bronzo. Perché?
Negli anni 1480-1490, Ludovico il Moro commissionò a Leonardo un’imponente statua equestre, il “Gran Cavallo”. Il modello in argilla fu esposto, ma la fusione non avvenne.
La domanda di oggi
Perché il “Gran Cavallo” progettato da Leonardo da Vinci per Ludovico il Moro non fu mai fuso in bronzo?
- L’opera fu vietata per motivi religiosi
- Il modello crollò a causa di un terremoto
- Mancava la tecnica della cera persa a quella scala
- Il bronzo destinato alla fusione fu usato per cannoni in guerra
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Risposta corretta: Il bronzo destinato alla fusione fu usato per cannoni in guerra
Risposta corretta: il bronzo destinato alla fusione fu usato per cannoni in guerra. Con l’escalation dei conflitti nelle Guerre d’Italia, il metallo raccolto per l’opera venne requisito e rifuso in artiglieria per la difesa del ducato. Senza il materiale necessario e con la caduta di Milano nel 1499, il progetto si fermò; il grande modello in argilla fu poi distrutto dai soldati. La cera persa esisteva già, pur con difficoltà tecniche enormi a quella scala, ma il vero ostacolo furono risorse e priorità belliche.
Curiosità: nel 1999 una versione ispirata ai disegni di Leonardo, realizzata da Nina Akamu, è stata installata all’Ippodromo di San Siro a Milano; un’altra si trova ai Frederik Meijer Gardens di Grand Rapids (USA).
Non ci fu alcun veto religioso e non mancava la tecnica della cera persa: erano la guerra e la mancanza di bronzo a bloccare tutto. Né il modello crollò per un terremoto: fu danneggiato e distrutto durante le vicende militari.
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