Prima di 007, Ian Fleming aveva già una licenza per la segretezza: ma dove l’ha esercitata davvero?
Domanda rapida da quiz: durante la Seconda guerra mondiale, in che ambito lavorò Ian Fleming prima di creare James Bond?
La domanda di oggi
Prima di creare James Bond, in quale ambito lavorò Ian Fleming durante la Seconda guerra mondiale?
- Come addetto culturale all’ambasciata britannica a Mosca
- Nel servizio diplomatico del Colonial Office in India
- Nell’intelligence navale britannica (Naval Intelligence Division)
- Come criptanalista a Bletchley Park
Mostra la risposta
Risposta corretta: Nell’intelligence navale britannica (Naval Intelligence Division)
Risposta corretta: nell’intelligence navale britannica (Naval Intelligence Division). Fleming fu assistente del direttore dell’Intelligence Navale, l’ammiraglio John Godfrey. Si occupò di coordinamento tra servizi, pianificazione e collegamenti con altri reparti, un’esperienza che ispirò ambienti, trame e personaggi dei romanzi di Bond. Non fu un addetto culturale a Mosca, non lavorò nel Colonial Office in India e non operò come criptanalista a Bletchley Park: con quest’ultimo centro ebbe contatti operativi, ma non come decifratore di codici.
Curiosità: Fleming contribuì a istituire la 30 Assault Unit (30AU), un reparto di commando incaricato di impadronirsi di documenti e tecnologia nemica. Inoltre lavorò a piani speciali come “Goldeneye”, nome che in seguito diede anche alla sua casa in Giamaica e a un celebre titolo legato a Bond.
Spesso si pensa che Fleming fosse una “spia sul campo” o un criptanalista a Bletchley Park. In realtà operava dal quartier generale dell’Ammiragliato come ufficiale di intelligence e raccordo tra reparti. Allo stesso modo, non svolse incarichi diplomatici a Mosca né ruoli nel Colonial Office in India.
Vuoi altre domande a tema storia e cinema?
Scarica mygoo, rispondi ad altri quiz come questo e guadagna GOOX mentre migliori il tuo punteggio!
Sai la risposta? Guadagna GOOX e convertili in gift card e sconti.