Sai quale vitamina può dare più facilmente ipervitaminosi se ne abusi a lungo? La risposta sorprende molti.
Nel mondo delle vitamine conta se sono idrosolubili o liposolubili: le prime si eliminano più facilmente, le seconde tendono ad accumularsi.
La domanda di oggi
Quale di queste vitamine, essendo liposolubile, è più associata a ipervitaminosi se assunta in eccesso prolungato?
- Vitamina A
- Tiamina (vitamina B1)
- Acido folico (vitamina B9)
- Vitamina C
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Risposta corretta: Vitamina A
La risposta corretta è: Vitamina A. È liposolubile, si immagazzina nel fegato e nel tessuto adiposo e, se assunta in eccesso per periodi prolungati (soprattutto come retinolo da integratori), può portare a ipervitaminosi A. I segnali possono includere mal di testa, nausea, irritabilità, secchezza cutanea e, nei casi più seri, alterazioni epatiche. Al contrario, tiamina (B1), acido folico (B9) e vitamina C sono idrosolubili e in genere l’eccesso viene eliminato con le urine.
Curiosità: il beta-carotene di carote e verdure arancioni è un precursore della vitamina A. L’organismo ne regola la conversione, perciò è difficile andare in ipervitaminosi solo con frutta e verdura; un eccesso di beta-carotene può però tingere la pelle di giallo-arancio (carotenemia), effetto reversibile. Attenzione invece agli integratori ad alto dosaggio e ad alimenti molto ricchi come l’olio di fegato di merluzzo.
Confusione comune: “Anche la vitamina C causa facilmente ipervitaminosi”. In realtà la vitamina C è idrosolubile; dosi elevate possono dare disturbi gastrointestinali e, in soggetti predisposti, aumentare il rischio di calcoli renali, ma non si parla di classica ipervitaminosi come per le vitamine liposolubili.
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