Non furono gli Alleati a guidare la Resistenza italiana: dietro le quinte c’era il CLN. Lo sapevi?
Nell’Italia occupata tra il 1943 e il 1945, la lotta contro nazisti e fascisti richiese coordinamento politico e militare. Questo compito fu assunto dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), espressione dei principali partiti antifascisti.
La domanda di oggi
In Italia durante la Seconda guerra mondiale, quale ruolo ebbe il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale)?
- Fu il comando supremo delle truppe alleate in Italia
- Elaborò il piano Marshall per la ricostruzione
- Coordinò i movimenti della Resistenza contro il nazifascismo
- Gestì la polizia segreta del Regno d’Italia
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Risposta corretta: Coordinò i movimenti della Resistenza contro il nazifascismo
La risposta corretta è: Coordinò i movimenti della Resistenza contro il nazifascismo. Il CLN, nato nel 1943, unificò le diverse formazioni partigiane, emanò direttive comuni e rappresentò politicamente la Resistenza. Fu un organo di coordinamento politico-militare che mantenne contatti con gli Alleati e organizzò azioni e linee strategiche comuni, soprattutto attraverso il CLNAI nel Nord.
Curiosità: il 25 aprile 1945 il CLNAI proclamò l’insurrezione generale nelle città del Nord, accelerando la liberazione di Milano, Torino e di gran parte dell’Alta Italia.
Errore comune: confondere il CLN con il comando supremo alleato (che era guidato dagli anglo-americani) o con il piano Marshall, avviato dagli USA solo dal 1948 per la ricostruzione. Altrettanto sbagliato pensare che il CLN gestisse una polizia segreta: fu invece un organismo politico della Resistenza.
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