Sai che basta uno 0,8% per fare la differenza tra un olio “buono” e un vero extravergine? Molti sbagliano proprio su questa soglia decisiva.
Domanda quiz: per essere classificato extravergine, qual è il limite massimo di acidità libera (in acido oleico) dell’olio d’oliva?
La domanda di oggi
Per essere classificato extravergine, qual è il limite massimo di acidità libera (in acido oleico) dell'olio d'oliva?
- 0,8%
- 0,3%
- 1,5%
- 2%
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Risposta corretta: 0,8%
Risposta corretta: 0,8%. Secondo gli standard internazionali (UE/COI), un olio è extravergine quando l’acidità libera non supera 0,8 g per 100 g di olio. L’acidità misura i grassi liberi, indice di olive sane e lavorazione rapida: più è bassa, meglio è, ma non determina il “sapore acido”. 0,3% non è un requisito: è solo un dato eccellente di alcuni lotti. Con 1,5% o 2% si rientra nell’olio vergine (fino a 2%), non extravergine; oltre 2% è lampante (non commestibile senza raffinazione).
Curiosità: l’acidità non compare quasi mai in etichetta, ma la categoria extravergine richiede anche test sensoriali (assenza di difetti e presenza di fruttato) e altri parametri chimici. Amaro e piccante non sono difetti: indicano polifenoli e freschezza. Per scegliere bene, guarda annata di raccolta, provenienza, frantoio e conservazione.
Confusione comune: “se pizzica in gola è acido”. Falso. Il pizzicore è dato in gran parte dall’oleocantale (polifenolo), non dall’acidità libera.
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