Sai che alcuni orologi “parlano” il tempo al buio?
Nel mondo dell’alta orologeria, la ripetizione minuti è tra le complicazioni più affascinanti: trasforma l’ora in suono, a comando.
La domanda di oggi
Che cos’è una “ripetizione minuti” in orologeria?
- Un calendario che indica automaticamente il giorno della settimana
- Un cronografo capace di misurare fino al minuto
- Una complicazione che, a richiesta, suona ore, quarti e minuti
- Una funzione che corregge il ritardo di un minuto al giorno
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Risposta corretta: Una complicazione che, a richiesta, suona ore, quarti e minuti
La risposta corretta è: una complicazione che, a richiesta, suona ore, quarti e minuti. Funziona così: azionando un cursore o un pulsante, due piccoli martelletti colpiscono delle lamelle metalliche (gong) all’interno della cassa. Prima senti i colpi per le ore, poi una sequenza per i quarti d’ora e infine i toni per i minuti trascorsi dall’ultimo quarto. È pensata per “ascoltare” l’ora, utile quando leggere il quadrante non è possibile.
Curiosità: le ripetizioni minuti nascono prima della luce artificiale diffusa, per conoscere l’ora al buio. Ogni orologio ha un timbro unico, influenzato da cassa, materiali e regolazioni; per questo richiedono un fine lavoro di messa a punto a orecchio da parte dell’orologiaio.
Non va confusa con il cronografo (che misura intervalli di tempo) né con l’allarme, che suona a un’ora preimpostata. Esistono anche ripetizioni “a quarti” che non indicano i minuti esatti, e suonerie continue (grande/petite sonnerie) che scandiscono il tempo senza richiesta: non sono la stessa cosa della ripetizione minuti.
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