A Mach 3 la pelle del Blackbird diventa rovente: quale metallo poteva tenerlo insieme senza deformarsi?
Il Lockheed SR-71 Blackbird volava oltre Mach 3 a quote estreme: l’attrito scaldava la superficie fino a superare i 300 °C in alcune zone. Per la sua struttura serviva un materiale leggero, resistente e stabile alle alte temperature.
La domanda di oggi
Quale metallo fu impiegato in gran parte nella struttura del Lockheed SR-71 Blackbird per resistere alle altissime temperature del volo?
- Il titanio
- Il rame
- L’acciaio inossidabile
- L’alluminio
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Risposta corretta: Il titanio
Risposta corretta: il titanio. Il Blackbird impiegava in gran parte titanio e leghe di titanio perché mantengono resistenza meccanica quando l’alluminio si ammorbidisce, sono molto più leggeri dell’acciaio inossidabile e resistono alla corrosione. Così la cellula sopportava dilatazioni termiche, evitava il creep e restava abbastanza leggera per volare veloce e alto. Le altre opzioni non reggono: l’alluminio perde proprietà a quelle temperature, l’acciaio inossidabile aggiunge troppo peso, il rame è pesante e inadatto alle strutture primarie.
Curiosità: per avere abbastanza titanio in piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti si rifornirono anche tramite società di copertura dall’URSS, allora grande produttore. Inoltre a terra l’SR-71 perdeva carburante: le giunzioni si sigillavano solo in volo quando la cellula in titanio si dilatava col calore.
Confusione comune: molti pensano all’acciaio inossidabile perché “resiste al calore”. Ma su un Mach 3 il peso è nemico: l’acciaio avrebbe penalizzato autonomia e quota, mentre l’alluminio non regge termicamente. Il titanio offriva il miglior compromesso tra peso, resistenza e stabilità termica.
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