Sembra magia: come fa il cammello a sfidare il sole del deserto senza sprecare acqua?
Nel nostro quiz di oggi esploriamo l’adattamento chiave che consente al cammello di ridurre al minimo la perdita idrica in condizioni estreme.
La domanda di oggi
Quale adattamento fisiologico aiuta il cammello a limitare la perdita d’acqua nel deserto?
- Produrre urine molto diluite
- Respirare attraverso la pelle come gli anfibi
- Lasciare oscillare la temperatura corporea per ridurre la sudorazione
- Usare la gobba per immagazzinare acqua liquida
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Risposta corretta: Lasciare oscillare la temperatura corporea per ridurre la sudorazione
La risposta corretta è: lasciare oscillare la temperatura corporea per ridurre la sudorazione. Di giorno il cammello tollera un aumento controllato della temperatura interna (che può salire oltre i 40 °C) così suda molto meno; di notte, quando l’aria è più fresca, disperde il calore accumulato. Questo ciclo limita l’evaporazione, la via principale con cui si perde acqua nel caldo. Le altre opzioni non tornano: i cammelli non respirano attraverso la pelle, non producono urine molto diluite (al contrario, sono concentrate) e la gobba non immagazzina acqua liquida.
Oltre a questo, i cammelli recuperano parte dell’umidità dell’aria espirata grazie alle cavità nasali molto sviluppate e hanno feci secche e urine concentrate per risparmiare acqua. Anche il pelo spesso li isola dal caldo, riducendo l’assorbimento di calore solare.
Confusione comune: “la gobba è una cisterna d’acqua”. In realtà contiene grasso, una riserva energetica che, quando metabolizzata, produce anche acqua, ma non è una borraccia pronta all’uso.
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