Una legge mise fine al braccio di ferro tra patrizi e plebei: indovini quale?
Nel 287 a.C., durante l’ultima secessione della plebe sul Gianicolo, la Lex Hortensia ridisegnò il potere legislativo nella Repubblica.
La domanda di oggi
Quale fu l’effetto principale della Lex Hortensia (287 a.C.) nella Repubblica romana?
- Istituì una dittatura a tempo indeterminato
- Concesse la cittadinanza agli Italici
- Abolì il consolato
- Rese vincolanti per tutti i cittadini i plebisciti della plebe
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Risposta corretta: Rese vincolanti per tutti i cittadini i plebisciti della plebe
La risposta corretta è: Rese vincolanti per tutti i cittadini i plebisciti della plebe. Da quel momento, le decisioni del concilium plebis divennero leggi per tutti i Romani (patrizi inclusi) senza bisogno della preventiva approvazione del Senato (auctoritas patrum). L’effetto fu di chiudere il lungo conflitto degli ordini e di elevare il concilium plebis a un peso legislativo paragonabile alle altre assemblee.
Curiosità: la legge porta il nome del dittatore Quinto Ortensio, nominato apposta per risolvere la crisi. Dopo l’approvazione, i plebei interruppero la secessione e rientrarono in città dal Gianicolo.
Spesso la si confonde con la cittadinanza agli Italici, concessa molto più tardi (Lex Iulia del 90 a.C. e Lex Plautia Papiria dell’89 a.C.). Non abolì il consolato e non istituì una dittatura illimitata: la dittatura romana era temporanea; eccezioni come il “dictator perpetuo” di Cesare appartengono alla tarda Repubblica, non al 287 a.C.
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