Pronto a un banchetto leggendario in cui nessuno resta a stomaco vuoto?
Nella mitologia irlandese, il Dagda – grande dio dei Tuatha Dé Danann – custodisce un tesoro capace di saziare ogni ospite. Quale tra le opzioni è quello giusto?
La domanda di oggi
Nella mitologia irlandese, quale tesoro del Dagda garantiva che nessuno lasciasse il banchetto affamato?
- La Pietra del Destino
- La lancia di Lugh
- La spada di Nuada
- Il calderone dell’abbondanza
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Risposta corretta: Il calderone dell’abbondanza
Risposta corretta: il calderone dell’abbondanza. È il celebre calderone del Dagda, inesauribile, da cui nessuno si alza affamato. Fa parte dei Quattro Tesori dei Tuatha Dé Danann insieme alla Pietra del Destino (che proclama il sovrano), alla lancia di Lugh (inarrestabile in battaglia) e alla spada di Nuada (letale e inesorabile). Solo il calderone è legato al nutrimento e all’ospitalità.
Nella cultura celtica l’abbondanza è segno di buon governo: un re giusto si riconosce anche dall’ospitalità. Il calderone del Dagda simboleggia generosità e prosperità condivisa, e in molte versioni è inesauribile. Curiosità in più: il Dagda possiede anche un’arpa magica capace di richiamare le stagioni e incantare gli animi.
Spesso si confonde il “banchetto infinito” con la Pietra del Destino o con il Graal arturiano. La Pietra (Lia Fáil) riguarda la sovranità, non il cibo; il Graal appartiene a un’altra tradizione. Nel ciclo irlandese, è il calderone del Dagda a garantire che nessuno lasci la tavola digiuno; la lancia di Lugh e la spada di Nuada sono armi, non fonti di nutrimento.
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