Nel 1839 la fotografia smette di essere un esperimento da laboratorio e conquista il pubblico: sai quale procedimento ha acceso la scintilla?
Domanda da veri appassionati: tra dagherrotipo, autocromo, cianotipia e calotipo, quale fu il primo processo ad avere una diffusione davvero ampia?
La domanda di oggi
Quale processo fotografico fu annunciato nel 1839 come il primo procedimento ampiamente diffuso?
- Dagherrotipo
- Autocromo
- Cianotipia
- Calotipo
Mostra la risposta
Risposta corretta: Dagherrotipo
Risposta corretta: dagherrotipo. Presentato nel 1839 da Louis Daguerre e annunciato all’Académie des sciences di Parigi, fu il primo procedimento fotografico ad affermarsi su larga scala. Usava lastre di rame argentate, sensibilizzate ai vapori di iodio e sviluppate con mercurio, producendo immagini estremamente nitide e subito popolari per ritratti e vedute. Le altre opzioni vennero dopo o ebbero inizialmente una diffusione più limitata: il calotipo di Talbot (1841) introdusse il negativo-positivo; la cianotipia di Herschel è del 1842; l’autocromo dei Lumière arrivò molto più tardi, nel 1907, come primo processo a colori di successo. Per il 1839 e la prima ampia diffusione, la scelta giusta è il dagherrotipo.
Curiosità: il dagherrotipo produceva un’immagine unica e speculare su una lastra lucida, con una definizione sorprendente. All’inizio servivano anche minuti di posa; poi, con ottiche più luminose, bastavano pochi secondi—e nei ritratti si usavano reggimenti per tenere ferma la testa.
Spesso si pensa che il primo processo “importante” sia il calotipo perché permetteva copie multiple dal negativo. In realtà fu successivo e, complice il brevetto, ebbe per un periodo una diffusione più contenuta, mentre il dagherrotipo si impose rapidamente dopo l’annuncio del 1839.
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