Foglie giovani che ingialliscono nonostante concimi e irrigazioni regolari? Il problema potrebbe non essere la quantità di nutrienti, ma il pH del suolo.
Nei terreni alcalini (pH > 7,5) alcune sostanze diventano difficili da assorbire per le piante. Quale elemento, quando scarseggia, provoca spesso clorosi?
La domanda di oggi
In un suolo alcalino (pH > 7,5), quale elemento tende a diventare meno disponibile per molte colture, causando spesso clorosi?
- Azoto nitrico
- Calcio
- Magnesio
- Ferro
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Risposta corretta: Ferro
Risposta corretta: Ferro. In suoli alcalini il ferro precipita in forme poco solubili (idrossidi/ossidi ferrici), diventando indisponibile per le radici. Il risultato tipico è la clorosi ferrica: ingiallimento tra le nervature, soprattutto sulle foglie giovani. Le altre opzioni? L’azoto nitrico, al contrario, resta generalmente mobile e disponibile; calcio e magnesio sono spesso abbondanti nei suoli a pH elevato e raramente limitanti.
Curiosità utile: i chelati di ferro, in particolare quelli a base EDDHA, restano disponibili anche con pH alto e sono molto efficaci. Interventi fogliari danno un rinverdimento rapido, mentre ridurre gradualmente il pH (ad esempio con ammendanti acidificanti o sostanza organica) aiuta a prevenire il problema nel lungo periodo.
Confusione comune: scambiare la clorosi ferrica per carenza di azoto. Differenza chiave: il ferro colpisce prima le foglie giovani (ingiallimento internervale), l’azoto ingiallisce soprattutto quelle vecchie. Altro errore frequente: aggiungere ferro non chelato al terreno alcalino aspettandosi un miglioramento duraturo; senza chelati o gestione del pH, precipita e resta inutilizzabile.
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