Ti stupirà: un monumento iconico dell’Africa occidentale non è di pietra, ma di terra viva. Indovini di cosa è fatta la Grande Moschea di Djenné?
Simbolo dell’Islam in Mali, la moschea di Djenné segue la tradizione costruttiva saheliana: materiali locali, sapienza collettiva e manutenzione continua.
La domanda di oggi
Di quale materiale tradizionale è costruita la Grande Moschea di Djenné, simbolo dell’Islam in Mali?
- Marmo bianco
- Basalto vulcanico
- Laterizio smaltato
- Mattoni di fango (adobe)
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Risposta corretta: Mattoni di fango (adobe)
Risposta corretta: mattoni di fango (adobe). L’edificio è composto da mattoni essiccati al sole, ottenuti con argilla, sabbia e fibre vegetali, poi rivestiti da uno spesso intonaco di fango rinnovato periodicamente. Questa tecnica offre grande massa termica, mantiene gli interni più freschi nel clima caldo del Sahel e sfrutta risorse facilmente disponibili. Le travi lignee sporgenti, chiamate toron, aiutano a distribuire i carichi e fungono da impalcatura permanente per le riparazioni.
Ogni anno la comunità di Djenné organizza il famoso crepissage: una giornata collettiva in cui si ripara e si rinnova l’intonaco di fango prima delle piogge. È un rito tecnico e sociale che preserva la moschea e rafforza i legami della città.
È facile pensare al marmo bianco o ai laterizi smaltati perché molte grandi moschee mediorientali usano pietra e rivestimenti lucidi. Nel Sahel, però, la tradizione privilegia l’architettura in terra cruda per ragioni climatiche e di disponibilità di materiali; anche il basalto non è il materiale di riferimento in quest’area.
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