Sai che il modo più preciso per sapere quanto è lontana la Luna non è una foto dallo spazio, ma… lampi di luce che tornano indietro?
Durante Apollo 11 gli astronauti non portarono solo bandiere e sogni: installarono strumenti scientifici. Tra questi, uno serve ancora oggi per misurare con estrema precisione la distanza Terra–Luna.
La domanda di oggi
Quale strumento scientifico lasciò la missione Apollo 11 sulla Luna per misurare con precisione la distanza Terra–Luna?
- Un pannello di retroriflettori laser (retroreflector array)
- Un altimetro laser per mappare i crateri
- Un sismometro per misurare i “moonquakes”
- Una parabola radio per osservare la Terra
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Risposta corretta: Un pannello di retroriflettori laser (retroreflector array)
Risposta corretta: un pannello di retroriflettori laser (retroreflector array). Si tratta di una serie di prismi a “cubo d’angolo” che rimandano il raggio laser esattamente verso la sorgente. Dal tempo impiegato dall’impulso a fare andata e ritorno si calcola la distanza con precisione dell’ordine dei centimetri. È un sistema passivo, affidabile e tuttora utilizzato dagli osservatori sulla Terra.
Grazie al Lunar Laser Ranging sappiamo che la Luna si allontana dalla Terra di circa 3,8 cm l’anno. Il dato, misurato proprio con questi retroriflettori, aiuta anche a testare aspetti della relatività generale.
Confusione comune: molti pensano che Apollo 11 abbia lasciato un “laser” sulla Luna. In realtà il pannello è solo un riflettore passivo: il laser è sulla Terra. Anche il sismometro di Apollo 11 esisteva, ma serviva a rilevare l’attività sismica lunare, non la distanza. Gli altimetri laser per mappare i crateri sono strumenti di sonde in orbita, non installati a terra dalla missione.
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