Chi colpiva di notte e a bassa quota i convogli nel Mediterraneo? Non un caccia, ma un trimotore con una “gobba” inconfondibile.
Nel teatro mediterraneo della Seconda guerra mondiale, la Regia Aeronautica puntò molto su attacchi navali rapidi contro i convogli alleati diretti e provenienti da Malta e dal Nord Africa.
La domanda di oggi
Nel teatro del Mediterraneo, quale fu il ruolo principale svolto dal Savoia-Marchetti SM.79 "Sparviero"?
- Bombardiere strategico a lungo raggio
- Ricognitore ad alta quota
- Caccia notturno
- Aerosilurante (attacchi con siluri contro naviglio)
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Risposta corretta: Aerosilurante (attacchi con siluri contro naviglio)
La risposta corretta è: Aerosilurante (attacchi con siluri contro naviglio). Lo Savoia‑Marchetti SM.79 “Sparviero”, originariamente concepito come bombardiere medio veloce, divenne il principale aerosilurante italiano nel Mediterraneo. Volando a bassa quota, gli equipaggi lanciavano siluri contro navi da trasporto e unità di scorta, sfruttando velocità, robustezza e l’addestramento di reparti dedicati. Questo uso tattico contro il traffico navale fu il suo impiego più caratteristico e ricorrente nel teatro mediterraneo.
Curiosità: lo SM.79 era soprannominato “Gobbo Maledetto” per la caratteristica gobba dorsale. Prima della guerra aveva anche conquistato record di velocità e distanza, ma la sua fama rimase legata alle azioni aerosiluranti.
Confusione comune: spesso si pensa fosse un “bombardiere strategico a lungo raggio”. In realtà non era un pesante strategico, bensì un bombardiere medio adattato alla silurazione, usato in missioni tattiche sul mare e su distanze compatibili con il Mediterraneo.
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