Un orologio “a prova d’acqua” nel 1926? La sorpresa che fece parlare tutti.
La domanda del quiz punta al cuore dell’innovazione Rolex: cosa rese celebre la prima Oyster? Scopri in poche righe perché la soluzione giusta ha cambiato l’orologeria.
La domanda di oggi
Nel 1926, quale innovazione rese celebre la cassa Rolex Oyster?
- Il primo cronografo con ruota a colonne
- L’impermeabilità garantita da una cassa ermetica con componenti a vite
- Il quadrante in ceramica antigraffio
- Il primo movimento automatico con rotore bidirezionale
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Risposta corretta: L’impermeabilità garantita da una cassa ermetica con componenti a vite
La risposta corretta è: L’impermeabilità garantita da una cassa ermetica con componenti a vite. Nel 1926 la cassa Oyster adottava lunetta, fondello e corona avvitati che, insieme alle guarnizioni, sigillavano l’orologio contro acqua e polvere. Questa architettura, allora rivoluzionaria, aumentò affidabilità e durata nell’uso quotidiano, distinguendo nettamente l’Oyster dagli orologi con casse a pressione, più vulnerabili alle infiltrazioni.
Curiosità: il nome “Oyster” richiama la conchiglia sigillata. E nel 1927 la nuotatrice Mercedes Gleitze attraversò la Manica indossando un’Oyster: l’impresa offrì a Rolex una prova pubblica dell’impermeabilità, celebrata con orologi esposti in vetrina immersi nell’acqua.
Possibile confusione: molti attribuiscono il primato del 1926 al primo movimento automatico con rotore bidirezionale (Perpetual), ma quello arrivò in seguito. Altri pensano a un cronografo con ruota a colonne: non è il caso dell’Oyster del 1926. Quanto ai quadranti o inserti in ceramica, sono innovazioni molto più recenti e non c’entrano con la fama originaria della Oyster.
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