Vuoi paesaggi nitidi dal primo sasso sotto i piedi fino alle cime all’orizzonte?
La chiave è impostare correttamente la distanza iperfocale: pochi secondi in fase di scatto e la profondità di campo lavora per te.
La domanda di oggi
A cosa serve impostare la distanza iperfocale durante uno scatto di paesaggio?
- A evitare il mosso con tempi troppo lenti
- A ridurre il rumore digitale ad alti ISO
- A massimizzare la profondità di campo fino all’infinito
- A ottenere uno sfondo più sfocato (bokeh)
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Risposta corretta: A massimizzare la profondità di campo fino all’infinito
Risposta corretta: A massimizzare la profondità di campo fino all’infinito. Mettendo a fuoco alla distanza iperfocale (che dipende da focale, diaframma e dimensione del sensore), ottieni nitidezza accettabile da circa metà di quella distanza fino all’infinito. Per i paesaggi, usa focali grandangolari e diaframmi medio-chiusi (ad esempio f/8–f/11) e, se puoi, consulta una tabella o un’app per trovare il punto giusto.
Curiosità utile: più chiudi il diaframma, più la distanza iperfocale si accorcia; con focali corte si accorcia ulteriormente. Controllo rapido sul campo: ingrandisci in live view il primo piano e l’orizzonte per verificare che entrambi siano nitidi, poi affina la messa a fuoco di pochissimo se serve.
Confusione comune: mettere a fuoco su “infinito” non equivale all’iperfocale e può rendere morbidi i primi piani. Inoltre l’iperfocale non evita il mosso (serve un tempo di scatto adeguato) né riduce il rumore (dipende dagli ISO). E non serve al bokeh: fa l’esatto opposto, aumenta la profondità di campo.
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