Sai davvero chi ha firmato il Bosco Verticale? Domanda semplice, ma molti si lasciano ingannare dai “soliti” nomi dell’architettura.
Il complesso residenziale milanese dalle facciate alberate che ha cambiato lo skyline di Porta Nuova ha una paternità precisa. Ecco la domanda: chi ha progettato il Bosco Verticale?
La domanda di oggi
Chi ha progettato il complesso residenziale milanese Bosco Verticale, noto per le facciate alberate?
- stefano boeri
- zaha hadid
- renzo piano
- norman foster
Mostra la risposta
Risposta corretta: stefano boeri
La risposta corretta è: Stefano Boeri. Il progetto, sviluppato dal suo studio, integra natura e architettura con due torri che ospitano sulle logge una fitta vegetazione pensata per migliorare ombreggiamento, qualità dell’aria e biodiversità urbana. Inaugurato nel 2014, è diventato un’icona internazionale dell’architettura sostenibile, spesso citata come modello di forestazione urbana verticale.
Curiosità: la cura delle piante è affidata ai “flying gardeners”, arboricoltori specializzati che lavorano in quota per potature e controlli. La vegetazione in facciata agisce come un piccolo bosco verticale, contribuendo a mitigare il microclima e a ridurre l’inquinamento acustico.
Confusione comune: molti attribuiscono il Bosco Verticale a Zaha Hadid o Renzo Piano perché legano i loro nomi ai grandi interventi milanesi (come CityLife). Alcuni pensano persino a Norman Foster per la fama delle sue torri high-tech. In realtà il Bosco Verticale è firmato da Stefano Boeri e dal suo studio.
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