Hai mai visto un birdwatcher fare “psh-psh-psh” verso un cespuglio? Non è un caso: c’è un motivo preciso.
Nel birdwatching, il pishing è una serie di suoni sibilanti e ripetuti per stimolare la curiosità di alcuni uccelli nascosti nel fogliame.
La domanda di oggi
Nell’osservazione degli uccelli, a cosa serve la tecnica del “pishing” (suoni sibilanti ripetuti)?
- A misurare la distanza degli uccelli con clic ritmati
- A calmare i rapaci per avvicinarsi in sicurezza
- A determinare il sesso di un individuo tramite l’eco
- Ad attirare piccoli passeriformi curiosi fuori dalla vegetazione
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Risposta corretta: Ad attirare piccoli passeriformi curiosi fuori dalla vegetazione
La risposta corretta è: ad attirare piccoli passeriformi curiosi fuori dalla vegetazione. Il pishing imita un lieve allarme/curiosità che spinge molte specie piccole e sociali a uscire per controllare la fonte del suono. Non serve a misurare distanze (nessun calcolo sonoro coinvolto), non calma i rapaci (che reagiscono in modo diverso) e non consente di determinare il sesso tramite eco (impossibile in questo contesto). Usalo con moderazione e per pochi secondi, soprattutto lontano dal periodo di nidificazione.
Curiosità: il pishing è molto diffuso tra i birdwatcher nordamericani ed è ormai comune anche in Europa. Può funzionare meglio con gruppetti misti di piccoli passeriformi in vegetazione fitta. Spesso bastano brevi sequenze “psh-psh-psh”, poi una pausa: se funziona, gli uccelli si mostrano dopo qualche istante.
Confusione comune: molti lo scambiano per il playback (riprodurre canti registrati). Il pishing, essendo un suono umano semplice, è in genere meno invasivo, ma va comunque usato con giudizio e rispettando regolamenti locali e sensibilità degli animali.
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