Qual è il simbolo più famoso del sikhismo… ma che non fa parte dei “Cinque K”? Preparati a restare sorpreso.
Nel sikhismo, i “Cinque K” sono simboli di fede introdotti dal decimo Guru, Guru Gobind Singh, nel 1699. La domanda chiede quale oggetto NON ne fa parte.
La domanda di oggi
Nel sikhismo, quale oggetto NON fa parte dei “Cinque K”?
- il turbante (dastar)
- i kachera (calzoncini)
- il kirpan (pugnale)
- il kara (bracciale)
Mostra la risposta
Risposta corretta: il turbante (dastar)
Risposta: il turbante (dastar). I “Cinque K” sono: Kesh (capelli non tagliati), Kangha (pettine), Kara (bracciale d’acciaio), Kachera (calzoncini), Kirpan (pugnale). Il turbante è importantissimo e molto diffuso tra i sikh perché protegge e raccoglie i Kesh e rappresenta dignità e identità, ma non figura tra i simboli prescritti come “Cinque K”.
Curiosità: tutti i “Cinque K” iniziano con la lettera K in punjabi. Ognuno richiama un valore: i Kesh l’accettazione della volontà divina, il Kangha disciplina e pulizia, il Kara l’azione etica, i Kachera autocontrollo e modestia, il Kirpan responsabilità e difesa dei deboli.
Confusione frequente: molti credono che il turbante sia uno dei “Cinque K” perché è il segno più evidente. In realtà il simbolo è il Kesh (capelli), mentre il dastar è la copertura che li custodisce. Un’altra svista comune: scambiare Kangha (pettine) con Kara (bracciale).
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