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Che informazione forniscono in primo luogo le righe di assorbimento nello spettro di una stella?

Quiz: cosa rivelano le righe di assorbimento stellari? Spiegazione breve, curiosità ed errori comuni. Risposta: composizione chimica degli strati esterni.

Quiz del giorno MyGoo

Sai cosa raccontano davvero quelle sottili righe scure nello spettro di una stella?

Sono le sue impronte digitali cosmiche. Nel nostro quiz chiediamo: che cosa indicano per prime? La risposta giusta è la composizione chimica degli strati esterni della stella.

La domanda di oggi

Che informazione forniscono in primo luogo le righe di assorbimento nello spettro di una stella?

  1. La distanza della stella tramite parallasse
  2. Il numero di pianeti in orbita
  3. La composizione chimica degli strati esterni della stella
  4. La massa esatta della stella
Mostra la risposta

Risposta corretta: La composizione chimica degli strati esterni della stella

Le righe di assorbimento nascono quando gli atomi nei gas più freddi degli strati esterni (per esempio la fotosfera) assorbono luce a lunghezze d’onda ben precise, legate alle transizioni elettroniche. Ogni elemento ha un “codice a barre” unico: confrontando posizione e intensità delle righe con dati di laboratorio, gli astronomi identificano quali elementi sono presenti e ne stimano l’abbondanza. Non indicano direttamente la distanza (quella si misura con la parallasse), né il numero di pianeti (si usano transiti o velocità radiale), né la massa esatta (si ricava da sistemi binari o modelli evolutivi).

Curiosità: l’elio fu scoperto prima nel Sole nel 1868 analizzando una riga spettrale sconosciuta, anni prima di isolarlo sulla Terra. Inoltre, la forza relativa di alcune righe rivela la “metallicità” di una stella, utile per ricostruire età e storia chimica della nostra galassia.

Errore comune: pensare che le righe di assorbimento forniscano la distanza tramite redshift. Nelle stelle della Via Lattea il redshift è piccolo e non è un buon indicatore di distanza: si usa la parallasse o, in modo indiretto, la parallasse spettrale (tipo spettrale + luminosità), non le righe da sole. Le righe aiutano anche a misurare velocità radiale (Doppler) e gravità superficiale (allargamento), ma non l’esatta massa.

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