Che c’entrano i panni nell’Arno con I promessi sposi? Molto più di quanto immagini.
La celebre battuta di Manzoni allude al lavoro di revisione linguistica del romanzo: andare a Firenze per affinare l’italiano del testo e renderlo più naturale per i lettori.
La domanda di oggi
Quando Manzoni dice di aver "risciacquato i panni in Arno" per "I promessi sposi", cosa intende?
- Che ha rielaborato il testo adottando il fiorentino vivo dell’uso
- Che ha eliminato ogni regionalismo sostituendolo con latino classico
- Che ha tradotto il libro dal milanese al toscano settecentesco
- Che ha ambientato il romanzo interamente a Firenze
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Risposta corretta: Che ha rielaborato il testo adottando il fiorentino vivo dell’uso
Risposta corretta: ha rielaborato il testo adottando il fiorentino vivo dell’uso. Dopo un soggiorno a Firenze, Manzoni riscrisse molte pagine sostituendo lombardismi, arcaismi e forme libresche con parole e costruzioni realmente in uso tra i fiorentini colti dell’epoca, considerati il modello del futuro italiano nazionale. Non tradusse l’opera: uniformò la lingua per renderla più chiara, fluida e comprensibile.
La scelta del fiorentino vivo influenzò profondamente l’italiano post-unitario: più che al dizionario, Manzoni guardò all’uso reale dei parlanti, ascoltando il parlato colto fiorentino per stabilire una norma moderna e funzionale.
Confusione comune: non tradusse il libro dal milanese al toscano settecentesco (non è una traduzione né un toscano arcaico), non eliminò i regionalismi sostituendoli con latino classico, e non ambientò il romanzo a Firenze: la storia resta in Lombardia nel Seicento.
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