Qual è il segreto dietro quei colori intensi e perfettamente allineati delle stampe giapponesi Edo? Indovinare la tecnica giusta cambia tutto.
Nel mondo dell’ukiyo-e, le famose “immagini del mondo fluttuante”, solo una tecnica consente tirature uniformi, campiture piatte e sovrapposizioni cromatiche precise senza perdere dettaglio.
La domanda di oggi
Quale tecnica di stampa caratterizza le stampe ukiyo-e del Giappone Edo?
- Litografia su pietra
- Serigrafia su seta
- Acquaforte su rame
- Xilografia policroma a blocchi di legno
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Risposta corretta: Xilografia policroma a blocchi di legno
Risposta corretta: Xilografia policroma a blocchi di legno. Il disegno viene trasferito su una tavoletta (spesso di ciliegio), poi si intaglia un blocco per il contorno e uno per ogni colore. Con inchiostri a base d’acqua e carta washi si stampa a mano, registrando i fogli con tacche guida (kento) per allineare i colori. Perché le altre opzioni non vanno: la litografia su pietra è ottocentesca ed europea; la serigrafia su seta si afferma nel XX secolo; l’acquaforte su rame è una tecnica a incavo tipica dell’Europa e richiede il torchio, non blocchi di legno.
Una svolta cromatica arrivò con il blu di Prussia (dal 1820 circa): rese possibili le stampe aizuri-e e le celebri onde di Hokusai e le vedute profonde di Hiroshige.
Spesso si pensa che l’ukiyo-e siano dipinti a pennello o addirittura acqueforti. In realtà sono stampe xilografiche: l’artista non lavorava da solo, ma in squadra con intagliatore, stampatore ed editore; i fogli venivano stampati a mano su carta washi senza torchio metallico.
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